A quanti di voi mi hanno scritto e a quelli che verranno richiamati qui dal profumo, ecco le prime ricette che ho elaborato per me stessa e che mi hanno permesso di star meglio.
La cucina mediterranea utilizza molto il pomodoro, che serve anche per legare gli ingredienti che compongono le varie pietanze. Ma per noi allergici al Ni, i pomodori sono proibiti. Per questo molte di queste ricette contengono la besciamelle o la panna, poiché servono per unire gli ingredienti.
Per rendere queste ricette meno caloriche (anche se non è dimagrire il fine ultimo di questo blog, lo è sicuramente mantenersi in buona salute) potete provare a fare la besciamelle – altrimenti leggere l’articolo precedente- da voi con il latte scremato e aggiungendovi meno burro che potete, ma mai, categoricamente mai, margarina (vedi articolo sul mais e gli olii vegetali).
PASTA DI PANE E AFFINI SENZA LIEVITO.
All’inizio della mia dieta senza nichel, non mangiavo neanche il pane, a causa dei lieviti che vi sono contenuti (se una cosa va fatta, è meglio farla bene!!!). Quindi agli inizi sarebbe preferibile non mangiare nemmeno il pane. Potete mangiare delle vere piadine, fatte con farina di grano 00, strutto per i puristi o olio d’oliva per i salutisti, sale e bicarbonato di sodio. Queste ricette vanno bene anche per le persone allergiche al lievito, per cui…
Però…dopo uno o due mesi ho ricominciato a mangiare il pane (farina 00, sale e olio d’oliva) che normalmente compro sempre dallo stesso panettiere. Visto che non mi dà fastidio, chiedo la stessa pasta per fare anche torte rustiche.
PIADINE.
Le potete comprare già fatte, o farle da voi, conservandole in frigo per qualche giorno: la cosa più importante per farle è una buona padella antiaderente, come quella per le crepes.
Dunque, in una scodella aggiungere acqua, farina, sale e olio fino ad ottenere una specie di cremina. Poi si aggiunge il bicarbonato. Sulla padella ben calda si mette qualche cucchiaio della pastella, facendo in modo che sia uniforme e sottile. Si fa cuocere prima su di un lato e poi dall’altro.
PASTA PER TORTE RUSTICHE SENZA LIEVITO.
300 farina
acqua quanto basta
2 cucchiai di olio di oliva
sale
Sul tavolo si mette la farina a fontana (se avete l’impastatrice, tanto meglio, fortunati mortali!), si aggiunge nel centro l’olio, un bel pizzico di sale e l’acqua, un po’ alla volta. si impasta quindi tutto molto bene e si stende. Questa pasta va stesa sottile, perché non avendo lievito, non cresce.
Può essere utilizzata anche per fare il vero strudel.
PASTA PER CROSTATE SENZA LIEVITO E SENZA UOVA.
Con lo stesso sistema faccio una pasta per sostituire la pasta frolla.
Impasto 300 farina, 100-120 gr di zucchero, una noce di burro e un pizzico di sale con tanto latte quanto ne assorbe. Aggiungo un po’ di bicarbonato, impasto bene e poi la stendo.
Con questa pasta si possono fare anche dei biscotti, ma bisogna che siano sottili e si facciano cuocere lentamente, massimo a 120°, altrimenti saranno molto duri e bruciati.
Ma le crostate sono meglio, no?
RIPIENO DI MELE: per crostate e strudel.
4-5 mele renette o annurche, o tre mele grandi (preferisco le rosse), sbucciate e tagliate a pezzetti.
Zucchero di canna a pioggia
Rhum, 1 bicchierino
NON dico NON aggiungete noci e nocciole, mandorle e uvetta! Potete, se vi piacciono, aggiungervi canditi d’arancia e di cedro e pinoli (che dovrebbero avere un minore contenuto di Ni rispetto ai semi delle Angiosperme: io li mangio senza problemi, e voi? fatemi sapere).
Utilizzate la simil pasta frolla, stendetela, riempitela con il composto di mele, sia che facciate una crostata o lo strudel. E infornate in forno caldo a 150° .
MARMELLATA DI ARANCE
È meglio, vi hanno detto, non mangiare la marmellata?
Dipende. Se gli ingredienti sono solo zucchero e un tipo di frutta che potete mangiare, perché no?
Attenzione però alle pentole.
Mettere le arance intere, dopo averle ben lavate, sommerse in acqua per 24 ore.
Toglierle dall’acqua e trasferirle in una pentola dove si faranno bollire per 2 ore.
Lasciarle nell’acqua dove sono state bollite per altre 24 ore.
Prenderle, finalmente!, e tagliarle a pezzi senza eliminare le bucce, togliendo solo i semi e le parti dure. Pesarle e aggiungere 600 gr di zucchero per ogni chilo (ma anche meno, se vi piace meno dolce), 2 mele a pezzi con la buccia (eliminare il torsolo!) e fare bollire massimo mezz’ora.
Invasare in vasi piccoli, chiuderli e farli bollire in una grande pentola, separati tra loro da canovacci, in modo che non urtino, per almeno 20 min.
Toglierli dall’acqua solo quando questa ha raggiunto la temp ambiente e non prima altrimenti il vetro si incrina. Etichettarli con la data di confezionamento.
Bollire i vasetti di marmellata serve ad eliminare i germi che sono entrati nei vasetti mentre vengono riempiti, ed è fondamentale per la conservazione.
giovedì 26 febbraio 2009
sabato 21 febbraio 2009
Chi non muore...
si rivede! Come potete vedere, è più di un anno che non aggiorno questo blog.
Purtroppo. Questo è dovuto a vari motivi: impegni lavorativi e personali e, ancora purtroppo, la difficile reperibilità di fonti scientifiche sull'argomento. Esistono, ma non si trovano in rete. Su Pubmed esiste solo, al limite, l'abstract di articoli pubblicati su riviste scientifiche molto settoriali: se fossero su Nature o su Cell, vi sarebbero meno problemi nel reperirle.
Se qualcuno di voi avesse qualche articolo (di solito sono in inglese, formato pdf) e volesse inviarmelo, mi impegno a leggerlo e a riferirvi.
Chiedo quindi scusa a chi mi ha scritto ed ha atteso tempi biblici per una risposta, ma la mancanza di tempo e di fonti ha giocato contro.
Ma posso dirvi qualcosa di nuovo, basandomi sulla mia personale esperienza: certo mutamenti della situazione non accadono velocemente, ma... buone notizie!
Seguendo una rigida disciplina alimentare sono nettamente migliorata e mi auguro che il metodo che ho usato, basato su un minimo di scientificità, possa portare anche a voi dei miglioramenti a lungo termine.
Dunque, basta ciance: non esistono miracoli, solo tanta pazienza e niente sgarri!!!
Per un anno mi sono astenuta da qualsiasi alimento potesse contenere nichel, anche se lo sospettavo soltanto.
1.bandito ogni prodotto da forno in cui non è specificato il tipo di olio (la dicitura olii vegetali non specifica se c'è olio di arachide o di mais, che contengono Ni)
2.bandite salse e salsette, panna, besciamelle preconfezionate: molto spesso per aumentarne la cremosità viene utilizzata come addensante la farina di mais (sulla qualità del prodotto nulla da dire, solo che per noi non va bene!): ad esempio, io ho trovato una besciamelle pronta in cui l'addensante usato è la farina di tapioca (usata senza problemi!).
3. non ho mangiato mai pomodori, mai cipolle (sostituite con lo scalogno), mai broccoli, mai spinaci (sostituiti dalle bietole)
4. anche a rischio di fare brutte figure, prima di andare a cena da amici, li ho informati del mio problema oppure, una volta lì ho chiesto la esatta composizione dei piatti e rinunciato se non adatti (ad esempio, se il primo è tagliatelle al ragù, ho pregato di averle non condite, poi ci ho messo un filo d'olio o un pò di burro e parmigiano)
5.in rosticceria (ebbene sì, è la mia debolezza!): ho sempre domandato quale fosse l'olio utilizzato, chiesto la composizione degli arancini di riso, ecc ecc e se non erano conformi alla mia allergia, ho ringraziato e sono andata via a mani vuote
6.panificio: solo pane con farina 00, olio d'oliva e basta
7.alcool: nessun tipo, tranne il rum, perchè fatto con lo zucchero di canna (se li trovate potete consumare sidro e pomme, perchè fatti con le mele)
8.dolci: nessun dolce, neanche i biscotti. Dolci e creme contengono uova, che contengono Ni. Per i gelati, vanno bene per gli stessi motivi quelli artigianali e fatti con la frutta giusta (comunque domandate quale addensante viene usato: molto spesso è l'ubiquitaria farina di mais). L'unico dolce che conosco fatto senza uova è la panna cotta, ma poi viene servita con i frutti di bosco o il cioccolato...
9.aceto di vino sostituito dall'aceto di mele (etichetta: nessun altro ingrediente che le mele!) o dal succo di limone
10.,...n. potrei continuare all'infinito (non trovo il simbolo sulla tastiera), ma...parola d'ordine:
DOMANDARE E DESISTERE.
Per un anno ho domandato e rinunciato se non era il caso, ho spulciato etichette e nel dubbio ho lasciato perdere, ma non ho più avuto bolle, ponfi, brufoli sotto pelle e quant'altro, ed oggi mi posso concedere pomodori freschi, un alito di maionese, i chewing gum e qualche caramella senza stare più attenta all'etichetta. Non ho utilizzato vaccini, nè altri tipi di terapie: solo astensione dai cibi che contengono o potrebbero contenere Ni.
Non posso esserne certa, ma credo che molti non riescano a debellare questa intolleranza a causa del nichel nascosto nei cibi, cioè al di là della lista, di già molto lunga, di cibi noti per contenere Ni, ve ne sono altri che lo contengono, anche se in minime proporzioni, perchè composti ... va be' avete capito!
quindi nessun miracolo, solo molta forza di volontà e molta attenzione nell'acquisto alle etichette!!!
Per contro, ho avuto la pazienza di inventarmi delle ricette niente male, ovviamente nichel-free, per consolarmi (abbondantemente, devo dire!) che, giuro!, inserirò prossimamente sul blog!
Purtroppo. Questo è dovuto a vari motivi: impegni lavorativi e personali e, ancora purtroppo, la difficile reperibilità di fonti scientifiche sull'argomento. Esistono, ma non si trovano in rete. Su Pubmed esiste solo, al limite, l'abstract di articoli pubblicati su riviste scientifiche molto settoriali: se fossero su Nature o su Cell, vi sarebbero meno problemi nel reperirle.
Se qualcuno di voi avesse qualche articolo (di solito sono in inglese, formato pdf) e volesse inviarmelo, mi impegno a leggerlo e a riferirvi.
Chiedo quindi scusa a chi mi ha scritto ed ha atteso tempi biblici per una risposta, ma la mancanza di tempo e di fonti ha giocato contro.
Ma posso dirvi qualcosa di nuovo, basandomi sulla mia personale esperienza: certo mutamenti della situazione non accadono velocemente, ma... buone notizie!
Seguendo una rigida disciplina alimentare sono nettamente migliorata e mi auguro che il metodo che ho usato, basato su un minimo di scientificità, possa portare anche a voi dei miglioramenti a lungo termine.
Dunque, basta ciance: non esistono miracoli, solo tanta pazienza e niente sgarri!!!
Per un anno mi sono astenuta da qualsiasi alimento potesse contenere nichel, anche se lo sospettavo soltanto.
1.bandito ogni prodotto da forno in cui non è specificato il tipo di olio (la dicitura olii vegetali non specifica se c'è olio di arachide o di mais, che contengono Ni)
2.bandite salse e salsette, panna, besciamelle preconfezionate: molto spesso per aumentarne la cremosità viene utilizzata come addensante la farina di mais (sulla qualità del prodotto nulla da dire, solo che per noi non va bene!): ad esempio, io ho trovato una besciamelle pronta in cui l'addensante usato è la farina di tapioca (usata senza problemi!).
3. non ho mangiato mai pomodori, mai cipolle (sostituite con lo scalogno), mai broccoli, mai spinaci (sostituiti dalle bietole)
4. anche a rischio di fare brutte figure, prima di andare a cena da amici, li ho informati del mio problema oppure, una volta lì ho chiesto la esatta composizione dei piatti e rinunciato se non adatti (ad esempio, se il primo è tagliatelle al ragù, ho pregato di averle non condite, poi ci ho messo un filo d'olio o un pò di burro e parmigiano)
5.in rosticceria (ebbene sì, è la mia debolezza!): ho sempre domandato quale fosse l'olio utilizzato, chiesto la composizione degli arancini di riso, ecc ecc e se non erano conformi alla mia allergia, ho ringraziato e sono andata via a mani vuote
6.panificio: solo pane con farina 00, olio d'oliva e basta
7.alcool: nessun tipo, tranne il rum, perchè fatto con lo zucchero di canna (se li trovate potete consumare sidro e pomme, perchè fatti con le mele)
8.dolci: nessun dolce, neanche i biscotti. Dolci e creme contengono uova, che contengono Ni. Per i gelati, vanno bene per gli stessi motivi quelli artigianali e fatti con la frutta giusta (comunque domandate quale addensante viene usato: molto spesso è l'ubiquitaria farina di mais). L'unico dolce che conosco fatto senza uova è la panna cotta, ma poi viene servita con i frutti di bosco o il cioccolato...
9.aceto di vino sostituito dall'aceto di mele (etichetta: nessun altro ingrediente che le mele!) o dal succo di limone
10.,...n. potrei continuare all'infinito (non trovo il simbolo sulla tastiera), ma...parola d'ordine:
DOMANDARE E DESISTERE.
Per un anno ho domandato e rinunciato se non era il caso, ho spulciato etichette e nel dubbio ho lasciato perdere, ma non ho più avuto bolle, ponfi, brufoli sotto pelle e quant'altro, ed oggi mi posso concedere pomodori freschi, un alito di maionese, i chewing gum e qualche caramella senza stare più attenta all'etichetta. Non ho utilizzato vaccini, nè altri tipi di terapie: solo astensione dai cibi che contengono o potrebbero contenere Ni.
Non posso esserne certa, ma credo che molti non riescano a debellare questa intolleranza a causa del nichel nascosto nei cibi, cioè al di là della lista, di già molto lunga, di cibi noti per contenere Ni, ve ne sono altri che lo contengono, anche se in minime proporzioni, perchè composti ... va be' avete capito!
quindi nessun miracolo, solo molta forza di volontà e molta attenzione nell'acquisto alle etichette!!!
Per contro, ho avuto la pazienza di inventarmi delle ricette niente male, ovviamente nichel-free, per consolarmi (abbondantemente, devo dire!) che, giuro!, inserirò prossimamente sul blog!
sabato 26 gennaio 2008
Quali alimenti? Cercando di fare chiarezza...
Facendo un po’ di ricerche sulle diete senza nichel (o meglio, povere di nichel) sui vari siti delle ASL e di medicina, ho notato che non sempre sono riportati gli stessi alimenti, per cui ho cercato di fare un po’ d’ordine, menzionandoli tutti in ordine alfabetico e assegnando a ciascuno un numero di + (vi ricorda nulla?) proporzionale alla frequenza con cui li ho trovati nelle fonti che ho consultato. Dove possibile ho riportato anche la concentrazione di nichel per kg di alimento, ma bisogna tener presente che la quantità di nichel presente nei vegetali dipende anche dal terreno in cui essi vengono coltivati, oltre -e sicuramente- dal metabolismo del vegetale stesso. Questa prima distinzione, quindi, lo ripeto, non è stilata in base alla concentrazione di nichel negli alimenti, ma alla frequenza con cui sono menzionati. Inoltre, come saprete, vi sono alimenti che in una dieta a basso contenuto in Ni vengono assolutamente sconsigliati, altri di cui se ne consiglia il consumo in modo limitato. Questi ultimi li ho contrassegnati con un asterisco. Comunque, in un prossimo post vi dirò come mi sono regolata personalmente.
agrumi +
albicocche ++
ananas +++
arachidi (o noccioline) 2.9 mg/kg +++++
aringhe +++++
asparagi 0.4 mg/kg +++++
avena (risulta uno dei cereali che ne contiene in misura maggiore) +++++
barbabietola rossa, +
birra +++++
broccoli* 0.03 mg/kg +++
cacao 10 mg/kg +++++
caffè +++
carota* 0.04- 0,10 mg/kg +++++
cavoli 0.03 - 1 mg/kg +++++
cetriolo +
cibi in scatola +++++
ciliege +
cipolla +++++
cozze ++
crescione+
fagioli 1.4 mg/kg +++++
farina di grano intero 0.2 mg/kg +++++
farina di mais 0,40 mg/kg
fichi ++
formaggi fermentanti+
frutta secca: Nocciole 1.5 mg/kg +++++
noci +
mandorle +
funghi* 0.02 mg/kg +++++ una fonte riporta specificamente i funghi prataioli
gamberi +
kiwi+
lamponi, +++
lenticchie 1.9 mg/kg +++++ sono le leguminose con il massimo contenuto di nichel.
lievito in polvere +++++
liquirizia 4.4 mg/kg +++++
lattuga 0.3 mg/kg +++++
mais o granoturco 0.4 mg/kg +++++
margarine e grassi vegetali (idrogenati o non) 0.2 - 4 mg/kg +++++
marmellata confezionate e gelatina (pectina in bustine) ++++
mele +
ostriche 0.6 mg/kg +++++
Patate *(se ne consiglia massimo una al giorno)+++++
pere sia fresche che cotte 0.1 mg/kg +++++
pesche +
piselli 0.3 mg/kg +++++
pomodori 0.09 mg/kg +++++
porro +
prezzemolo +
prugne, prugne (dott. Alberto Bollo, centro DRIA, Genova) +++++
rafano +
rabarbaro +++++
riso integrale +++
sedano +
senape +
soia +++
spinaci 0.2 mg/kg +++++
sgombro +++
the 0.03 – 7,30 mg/kg +++++
tonno +++
Uova di gallina* 0,3 - 0,03 mg/kg ++++
uva fresca e passa 0.1 mg/kg +++++
Vino 0.01 mg/kg +++++ (alcuni riportano solo il vino rosso)
agrumi +
albicocche ++
ananas +++
arachidi (o noccioline) 2.9 mg/kg +++++
aringhe +++++
asparagi 0.4 mg/kg +++++
avena (risulta uno dei cereali che ne contiene in misura maggiore) +++++
barbabietola rossa, +
birra +++++
broccoli* 0.03 mg/kg +++
cacao 10 mg/kg +++++
caffè +++
carota* 0.04- 0,10 mg/kg +++++
cavoli 0.03 - 1 mg/kg +++++
cetriolo +
cibi in scatola +++++
ciliege +
cipolla +++++
cozze ++
crescione+
fagioli 1.4 mg/kg +++++
farina di grano intero 0.2 mg/kg +++++
farina di mais 0,40 mg/kg
fichi ++
formaggi fermentanti+
frutta secca: Nocciole 1.5 mg/kg +++++
noci +
mandorle +
funghi* 0.02 mg/kg +++++ una fonte riporta specificamente i funghi prataioli
gamberi +
kiwi+
lamponi, +++
lenticchie 1.9 mg/kg +++++ sono le leguminose con il massimo contenuto di nichel.
lievito in polvere +++++
liquirizia 4.4 mg/kg +++++
lattuga 0.3 mg/kg +++++
mais o granoturco 0.4 mg/kg +++++
margarine e grassi vegetali (idrogenati o non) 0.2 - 4 mg/kg +++++
marmellata confezionate e gelatina (pectina in bustine) ++++
mele +
ostriche 0.6 mg/kg +++++
Patate *(se ne consiglia massimo una al giorno)+++++
pere sia fresche che cotte 0.1 mg/kg +++++
pesche +
piselli 0.3 mg/kg +++++
pomodori 0.09 mg/kg +++++
porro +
prezzemolo +
prugne, prugne (dott. Alberto Bollo, centro DRIA, Genova) +++++
rafano +
rabarbaro +++++
riso integrale +++
sedano +
senape +
soia +++
spinaci 0.2 mg/kg +++++
sgombro +++
the 0.03 – 7,30 mg/kg +++++
tonno +++
Uova di gallina* 0,3 - 0,03 mg/kg ++++
uva fresca e passa 0.1 mg/kg +++++
Vino 0.01 mg/kg +++++ (alcuni riportano solo il vino rosso)
sabato 15 dicembre 2007
Mal di stomaco
Ho fatto qualche ricerca, al solito non resta che approfondire e verificare(roba da nulla, no?)...
All'interno del libro "Nickel and Its Surprising Impact in Nature", Volume 2
Editor(s): Astrid Sigel, Helmut Sigel, Roland K. O. Sigel
c'è un capitolo dal titolo "The Role of Nickel in Environmental Adaptation of the Gastric Pathogen Helicobacter pylori"
Authors: Florian D. Ernst, Arnoud H. M. van Vliet, Manfred Kist, Johannes G. Kusters, Stefan Bereswill
che ho trovato sul sito
http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/summary/114128704/SUMMARY
Potete leggere voi stessi l'abstract, o parlarne al vostro medico, comunque il senso è che esiste un batterio, chiamato Helicobacter pylori, che si trova nel tratto iniziale dell'apparato digerente. Questo microrganismo è particolarmente resistente, tanto da poter vivere in un ambiente estremamente acido come quello gastrico e dell'inizio del duodeno. Sembra che tale resistenza tale batterio la debba ad alcuni enzimi che usano il nichel come cofattore, quindi gli autori di tale capitolo pensano che una delle possibili cure per la gastrite procurata da Helicobacter sia intervenire sull'assunzione del nichel e sugli enzimi che lo utilizzano, oltre che con la vaccinazione.
Un altro articolo, HELICOBACTER PYLORI NICKEL BINDING PROTEIN , di PLAUT, Andrew, G. GILBERT-ROTHSTEIN, Joanne, V. WRIGHT, Andrew pubblicato il 14.12.1995, quindi più di dieci anni fa, dimostra la scoperta di una proteina (e del suo DNA) capace di legare il nichel e di bloccare la sintesi delle ureasi, altri enzimi in cui si trova il nichel.
http://www.wipo.int/pctdb/en/wo.jsp?wo=1995033767
Altro contributo in tal senso proviene da http://users.unimi.it/~dmora/materiali/Lezione5.PDF,
in cui si afferma che le ureasi (hanno bisogno del Ni per essere attive) sono degli enzimi importanti per Helicobacter, in quanto gli permettono di far diventare il contenuto dello stomaco meno acido.
Ed esistono altri metallo-enzimi noti per contenere Ni : Methyl-CoM reduttasi, hydrogenase, superossido dismutase, monossido di carbonio deidrogenasi e acetil coenzima A sintetasi.
E' quindi una possibilità (vedi fonti sopra citate) che il nichel assunto nella dieta possa provocare mal di stomaco a causa del metabolismo dell'Helicobacter, che ne ha bisogno per sopravvivere.
All'interno del libro "Nickel and Its Surprising Impact in Nature", Volume 2
Editor(s): Astrid Sigel, Helmut Sigel, Roland K. O. Sigel
c'è un capitolo dal titolo "The Role of Nickel in Environmental Adaptation of the Gastric Pathogen Helicobacter pylori"
Authors: Florian D. Ernst, Arnoud H. M. van Vliet, Manfred Kist, Johannes G. Kusters, Stefan Bereswill
che ho trovato sul sito
http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/summary/114128704/SUMMARY
Potete leggere voi stessi l'abstract, o parlarne al vostro medico, comunque il senso è che esiste un batterio, chiamato Helicobacter pylori, che si trova nel tratto iniziale dell'apparato digerente. Questo microrganismo è particolarmente resistente, tanto da poter vivere in un ambiente estremamente acido come quello gastrico e dell'inizio del duodeno. Sembra che tale resistenza tale batterio la debba ad alcuni enzimi che usano il nichel come cofattore, quindi gli autori di tale capitolo pensano che una delle possibili cure per la gastrite procurata da Helicobacter sia intervenire sull'assunzione del nichel e sugli enzimi che lo utilizzano, oltre che con la vaccinazione.
Un altro articolo, HELICOBACTER PYLORI NICKEL BINDING PROTEIN , di PLAUT, Andrew, G. GILBERT-ROTHSTEIN, Joanne, V. WRIGHT, Andrew pubblicato il 14.12.1995, quindi più di dieci anni fa, dimostra la scoperta di una proteina (e del suo DNA) capace di legare il nichel e di bloccare la sintesi delle ureasi, altri enzimi in cui si trova il nichel.
http://www.wipo.int/pctdb/en/wo.jsp?wo=1995033767
Altro contributo in tal senso proviene da http://users.unimi.it/~dmora/materiali/Lezione5.PDF,
in cui si afferma che le ureasi (hanno bisogno del Ni per essere attive) sono degli enzimi importanti per Helicobacter, in quanto gli permettono di far diventare il contenuto dello stomaco meno acido.
Ed esistono altri metallo-enzimi noti per contenere Ni : Methyl-CoM reduttasi, hydrogenase, superossido dismutase, monossido di carbonio deidrogenasi e acetil coenzima A sintetasi.
E' quindi una possibilità (vedi fonti sopra citate) che il nichel assunto nella dieta possa provocare mal di stomaco a causa del metabolismo dell'Helicobacter, che ne ha bisogno per sopravvivere.
Grazie dei contributi!
E' proprio questo lo spirito di questo blog: creare un luogo dove si possono scambiare le proprie esperienze, senza disperdersi nel cercare qua e là nel web. Purtroppo, e questo è il motivo principe, per cui ho creato questo blog, delle allergie in generale e di questa in particolare se ne sa ancora molto poco: è per questo che il vostro contributo è fondamentale per poter conoscere meglio questa malattia. Chiedo scusa a quanti, all'inizio hanno dovuto combattere con la registrazione, non era mia intenzione farvi perdere tempo... ora non è più necessaria, potete lasciare un commento senza registrarvi, oppure farlo, dipende da voi. Al limite, firmate in calce al vostro contributo con un nick in modo da poter rendere più agevole riferirsi a ciò che avete detto. Per esempio, volevo ulteriori informazioni da chi ha scritto che questa è la seconda dieta che sta seguendo, in cui gli alimenti che nella prima non poteva mangiare ora sono permessi e viceversa.
Per quanto mi riguarda, sto continuando a studiare, su vari fronti:
1) sembra che vi siano delle proteine (che legano il nichel) coinvolte nella reazione allergica, e sto cercando di capire quali sono e in che modo agiscano
2) avere una lista completa degli alimenti più ricchi in nichel (ad es. le cipolle lo sono, ma porro e scalogno?), eventualmente trovando un test -più o meno casalingo- per la determinazione del nichel negli alimenti
3) l'allergia da nichel è o no un'allergia mediata dagli anticorpi? Cioè, quando vi è stata diagnosticata l'allergia da nichel, nelle vostre analisi il valore delle IgE era alterato?
Come vedete, non sto ferma. E aspetto, oltre al contributo di chi soffre di questa patologia (beninteso, ce ne sono di più gravi, ma questa è un pò uno strazio), anche il contributo di allergologi, immunologi, chimici alimentari e chiunque altro possa avere cognizioni sull'argomento, anche solo per indirizzarmi verso testi o ricerche di cui è a conoscenza.
Vi prego: condividere il proprio sapere con gli altri è alla base della scienza.
Per quanto mi riguarda, sto continuando a studiare, su vari fronti:
1) sembra che vi siano delle proteine (che legano il nichel) coinvolte nella reazione allergica, e sto cercando di capire quali sono e in che modo agiscano
2) avere una lista completa degli alimenti più ricchi in nichel (ad es. le cipolle lo sono, ma porro e scalogno?), eventualmente trovando un test -più o meno casalingo- per la determinazione del nichel negli alimenti
3) l'allergia da nichel è o no un'allergia mediata dagli anticorpi? Cioè, quando vi è stata diagnosticata l'allergia da nichel, nelle vostre analisi il valore delle IgE era alterato?
Come vedete, non sto ferma. E aspetto, oltre al contributo di chi soffre di questa patologia (beninteso, ce ne sono di più gravi, ma questa è un pò uno strazio), anche il contributo di allergologi, immunologi, chimici alimentari e chiunque altro possa avere cognizioni sull'argomento, anche solo per indirizzarmi verso testi o ricerche di cui è a conoscenza.
Vi prego: condividere il proprio sapere con gli altri è alla base della scienza.
venerdì 7 dicembre 2007
La dieta per allergia al nichel
Tra le sostanze presenti come residui negli alimenti o presenti in minima quantità, il nichel è attualmente quella che evidenzia maggior rischio di provocare allergia. L'allergia al nichel (nichel solfato) è più da contatto che alimentare, anche se l'aspetto alimentare non va trascurato per lo scatenamento o l'aggravamento della sintomatologia. É sempre necessario utilizzare per la cottura dei cibi solo pentole di alluminio, vetro, o teflon, escludendo l'acciaio.
In presenza di manifestazioni cutanee sono da evitare i seguenti alimenti:
- cibi in scatola e cibi cotti in pentole di acciaio inossidabile
- asparagi, funghi, cipolle, spinaci, pomodori, lattuga, carote, legumi (ceci, fagioli,fave, lenticchie, piselli, soia, arachidi)
- farina integrale, farina di mais, riso, avena
- pere, nocciole
- the, cacao
- margarina
- lievito artificiale
sono consentiti in piccola quantità:
- cavolfiore, cavolo, cetrioli
- riso brillato, farina 00
- frutta fresca (eccetto le pere)
- marmellata (purché fatta in casa e cotta in pentole di alluminio)
- caffè
- olio di oliva
sono consentiti:
- tutte le carni
- pesce (eccetto le aringhe e ostriche)
- uova
- latte e derivati (burro, formaggi, yogurt)
- una patata di media grandezza al giorno.
In fase di remissione clinica è possibile somministrare quasi tutti gli alimenti, escludendo:
- pere, mais, spinaci, pomodori.
Questo testo è estrapolato dal sito dell'ASL di Cremona:
http://www.aslcremona.it/html/cartaservizi/prevmed/menu/diete.htm#nichel
In presenza di manifestazioni cutanee sono da evitare i seguenti alimenti:
- cibi in scatola e cibi cotti in pentole di acciaio inossidabile
- asparagi, funghi, cipolle, spinaci, pomodori, lattuga, carote, legumi (ceci, fagioli,fave, lenticchie, piselli, soia, arachidi)
- farina integrale, farina di mais, riso, avena
- pere, nocciole
- the, cacao
- margarina
- lievito artificiale
sono consentiti in piccola quantità:
- cavolfiore, cavolo, cetrioli
- riso brillato, farina 00
- frutta fresca (eccetto le pere)
- marmellata (purché fatta in casa e cotta in pentole di alluminio)
- caffè
- olio di oliva
sono consentiti:
- tutte le carni
- pesce (eccetto le aringhe e ostriche)
- uova
- latte e derivati (burro, formaggi, yogurt)
- una patata di media grandezza al giorno.
In fase di remissione clinica è possibile somministrare quasi tutti gli alimenti, escludendo:
- pere, mais, spinaci, pomodori.
Questo testo è estrapolato dal sito dell'ASL di Cremona:
http://www.aslcremona.it/html/cartaservizi/prevmed/menu/diete.htm#nichel
giovedì 6 dicembre 2007
Il mais
Il mais, o granoturco, contiene 0.4 mg/kg di nichel. Quindi, per chi è allergico o intollerante, sono da evitare tutti i prodotti che da esso derivano: la polenta(farina di mais), l'amido di mais, utilizzato come addensante in moltissimi prodotti industriali (merendine, minestre) e l'olio di mais.
Molti prodotti riportano nell'etichetta la dicitura olii vegetali o grassi vegetali: olii o grassi vegetali in generale, senza specificare se si tratta, per esempio, di olio di mais o di arachide (altro seme contenente nichel). Il mais può essere contenuto nella margarina che si ottiene da una miscela di oli vegetali (nuovamente non meglio specificati) riscaldati a 180° ai quali viene insufflato idrogeno gassoso: inoltre questa reazione viene favorita da piccole quantità di metalli catalizzanti (nichel, palladio…). Stessa storia per la dicitura, nel contenuto degli alimenti, di olii o grassi idrogenati.
Molti prodotti riportano nell'etichetta la dicitura olii vegetali o grassi vegetali: olii o grassi vegetali in generale, senza specificare se si tratta, per esempio, di olio di mais o di arachide (altro seme contenente nichel). Il mais può essere contenuto nella margarina che si ottiene da una miscela di oli vegetali (nuovamente non meglio specificati) riscaldati a 180° ai quali viene insufflato idrogeno gassoso: inoltre questa reazione viene favorita da piccole quantità di metalli catalizzanti (nichel, palladio…). Stessa storia per la dicitura, nel contenuto degli alimenti, di olii o grassi idrogenati.
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